Google svela i progetti di Apple: nuovi iMac, Mac mini e MacBook
Scritto il 05. ott, 2009 da Nimus in iMac, Mac Mini, MacBook, Rumors
Sebbene la segretezza di Apple sia quasi un marchio per l’azienda di Cupertino, evidentemente in questi ultimi tempi c’è qualcuno o qualcosa che fa cilecca. È cosi che il circuito Google AdSense ha svelato alcuni dettagli di quelli che potranno essere la nuova linea di iMac, MacBook e Mac mini.
Alcune versioni localizzate del portale di ricerca Google nei giorni scorsi hanno svelato infatti le ricerche che vedete in queste foto:

in particolare Google.nl (portale olandese di Google) in base alla ricerca di alcune keyword mostrava tre banner pubblicitari relativi ad una linea di iMac ultra sottili, e un nuovo MacBook più leggero, sottile e resistente. Quasi a conferma dei rumors di questi giorni dovremmo quindi vedere presto un iMac una scocca più sottile rispetto al modello attuale, molto simile quindi ad un Led Cinema Display.
Le novità si confermerebbero anche per il MacBook in policarbonato, l’ultimo superstite della linea MacBook (gli altri sono ormai tutti “Pro”) che, come appare nello slogan dovrebbe essere più leggero sottile e resistente. Probabile quindi che le prime due caratteristiche vengano raggiunte con l’adozione delle nuove batterie intergrate, già adottate dalla versione “Pro”. Il fattore resistenza non dovrebbe celare un case in alluminio, ma forse un materiale sempre in policarbonato, ma più resistente alle crepe (difetto presente su alcuni modelli di MacBook)
Infine il Mac mini, il piccolo di casa, il mac degli switchers, ed anche il più economico di tutti. Sempre facendo riferimento alle indiscrezioni svelate dalla pubblicità AdSense Google, dovrebbe avere un prezzo più basso rispetto all’attuale. Oggi il Mac mini viene venduto in due modelli da 599 euro e 799 euro. La pubblicità invece riportava lo slogan “il sistema più veloce e più economico di sempre”. Si parla quindi di un abbassamento ulteriore del prezzo (forse a partire da 499 euro) ma anche di uno speed bump (come avevamo già accennato qui in un precedente articolo) con processori più potenti e un incremente di memoria RAM.
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