Phil Schiller e la censura su App Store
Scritto il 07. ago, 2009 da Nimus in App Store, Parental Control, Phil Schiller
In questi giorni non si è fatto altro che parlare di App Store e della censura applicata alle applicazioni sottoposte dagli sviluppatori al processo di revisione per l’approvazione e quindi la successiva vendita sul negozio virtuale Apple. Un caso in particolare è quello del dizionario NinjaWords, un’applicazione che usa i contenuti di Wiktionary.org, un dizionario wiki online, per dare all’utente l’ennesimo dizionario su iPhone.

Fra i tanti casi di censura delle app per iPhone, o di rigetto delle stesse da parte di Apple, questo di NinjaWords ha addirittura fatto smuovere Phil Schiller in persona.
Dopo che John Gruber ha pubblicato sul suo blog un articolo “protesta” contro Apple e la decisione di taggare come 17+ NinjaWords, i vertici di Apple hanno deciso di rispondere per le rime e chiarire alcuni punti “falsi” su cui si basava l’articolo protesta, oltre che cercare di chiarire l’intera vicenda.
È stato Phil Schiller a rispondere direttamente all’articolo di Gruber con una mail (dando poi anche il consenso alla pubblicazione della stessa sul blog). Nella mail si legge chiaramente che Apple non ha nessuna colpa per la vicenda, e che la colpa questa volta è interamente dello sviluppatore. Il team di supporto agli sviluppatori aveva infatti dato una serie di consigli allo sviluppatore per cercare di trovare una soluzione alla presenza di troppi vocaboli “volgari” nel dizionario. Il suggerimento era quello di creare un parental control nell’applicazione stessa in modo da poter superare le policy di approvazione di Apple. Lo sviluppatore però non ha seguito i consigli del team di supporto Apple (atteggiamento confermato dallo stesso sviluppatore), filtrando inizialmente lui alcune di queste parolacce, ma non a sufficienza per superare le policy Apple. Per questo motivo Apple ha ritenuto di dover etichettare l’applicazione con il rating 17+
Ecco un estratto della risposta di Phil Schiller:
When I read your column last night about the Ninjawords dictionary application I immediately investigated it with our App Store review team to learn the facts of what happened.
Let me start with the most important points – Apple did not censor the content in this developer’s application and Apple did not reject this developer’s application for including references to common swear words. You accused Apple of both in your story and the fact is that we did neither [...][...] You are correct that the Ninjawords application should not have needed to be censored while also receiving a 17+ rating, but that was a result of the developers’ actions, not Apple’s. I believe that the Apple app review team’s original recommendation to the developer to submit the Ninjawords application, without censoring it, to the App Store once parental controls was implemented would have been the best course of action for all; Wiktionary.org is an open, ever-changing resource and filtering the content does not seem reasonable or necessary.
Se c’è un colpevole di sicuro non è Apple o il team di approvazione delle Apps. Sono pienamente concorde sul fatto che Apple debba lavorare per offrire il meglio delle applicazioni facendo attenzione a cio che pubblica. Come rivenditore ha la responsabilità di fornire materiale per un pubblico eterogeneo e di taggare le applicazioni con rating 17+ se riportano contenuti inappropiati per i nostri figli. Molti diranno che un ragazzino potrebbe facilmente bypassare la censura, ma a quel punto la colpa non è di Apple ma la nostra, visto che il parental control del dispositivo è sotto il nostro controllo!!





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