Try before buy: ovvero perchè si applica il Jailbreak
Scritto il 16. ott, 2009 da Nimus in Hacking & Pirateria, iPhone, iPod Touch, Jailbreak
Nei giorni scorsi il Dev-Team e GeoHot hanno rilasciato i loro tools di sblocco (jailbreak) per il nuovo firmware 3.1.2 di iPhone. Ancora una volta Apple è stata “battuta“, violando il codice dei suoi dispositivi, e ovviamente c’è chi ringrazia il Dev-Team e GeoHot per avergli restituito il jailbreak e c’è chi (Apple in testa) si chiede se questa volta sarà l’ultima.
In un precedente articolo avevo espresso le mie perplessità sul perchè applicare il jailbreak ai dispositivi iPhone e iPod touch, visto che ormai molte delle limitazioni che Apple manteneva nel firmware iPhone stanno scomparendo con l’introduzione di iPhone OS 3.0, e che AppStore fornisce un numero davvero impressionante di applicazioni, molte delle quali gratuite o al prezzo di un caffè.
Perchè quindi modificare il sistema operativo di un iPhone, perdendo la garanzia ed il supporto Apple, e mettendosi a rischio vulnerabilità? Fermo restando che chi acquista un iPhone da 600 euro non credo abbia problemi nell’acquistare poi le applicazioni su App Store rimane il fatto che le statistiche pubblicate da Pinch Media non sono molto confortanti se si considera il numero dei dispositivi con Jailbreak.

L’Italia si piazza al 5° posto nella graduatoria, che in questo caso non è un primato di cui vantarsi!! Non siamo qui per condannare qualcuno, ma cerchiamo di fare il punto: in Italia i dispositivi vengono venduti già “sbloccati”, ossia senza il vincolo operatore, per cui applicare il jailbreak non ha la finalità (almeno nella maggioranza dei casi) di operare lo sblocco operatore. Il mercato parallelo delle applicazioni per iPhone, Cydia/Icy per intenderci, offrono si delle applicazioni, ma molte sono a pagamento così come su App Store, quindi non si trae nessun apparente vantaggio. Per installare le applicazioni del “mercato parallelo” bisogna ovviamente modificare iPhone OS X (applicando appunto il Jailbreak), un’operazione non così semplice per tutti, e che spesso crea non pochi problemi (pur non essendo il nostro un blog che segue in particolare iPhone e Jailbreak sono numerose le richieste di aiuto per problemi con il jailbreak), infine ricordo a tutti, ancora una volta, che applicando il jailbreak decade la garanzia del dispositivo. Apple ha più volte dichiarato che il Jailbreak è illegale.
Proviamo ad analizzare la cosa da un’altra prospettiva: escludiamo per il momento i dispositivi iPhone e concentriamoci sugli iPod touch. Il costo di un iPod touch è molto più accessibile rispetto ad un iPhone, e probabilmente la fascia di mercato a cui si rivolge non è quella dei professionisti. La disponibilità di giochi su App Store è davvero senza precedenti, e se ci aggiungiamo il prezzo molto più accessibile del dispositivo e la disponibilità di iPhone OS 3.0 anche su iPod touch, ci rendiamo conto che questo dispositivo sta diventando una vera è propria console di giochi molto popolare fra i teenagers.
Fatte queste premesse, diamo ancora un’occhiata alle statistiche di Pinch Media: su circa 4 milioni di dispositivi con jailbreak, risulta che un buon 38% (ovvero 1,5 milioni di dispositivi) utilizza applicazioni pirata. Una sottostima se si tiene conto che molti utenti utilizzano software che bloccano l’invio delle statistiche a Pinch Media e/o servizi simili, utilizzando programmi del circuito Cydia (la più famosa è PrivaCy). Se così tanti dispositivi con il jailbreak applicato utilizzano applicazioni pirata allora forse abbiamo trovato un motivo a questa “abitudine“?
Si chiama Try before Buy, almeno a detta di quegli utenti che sostengono che la loro la pirateria è legittima, perché permette loro di ‘provare prima di comprare‘ e quindi garantire che stanno ricevendo un buon rapporto qualità/prezzo. Questa ipotesi potrebbe anche essere vera, e forse in molti casi lo è, visto che le statistiche riportano un alto utilizzo delle applicazioni pirata subito dopo il loro rilascio, utilizzo che tende a valori molto bassi dopo circa due settimane. Insomma, mi installo l’applicazione pirata e la provo per circa due settimane, e se mi piace la compro.
Sono daccordo sul Try before Buy, forse un pò meno sul metodo basato sulla pirateria, e comunque siamo stati troppo ottimisti. In effetti l’ipotesi del “provare prima di comprare” non regge molto visto che analizzando i dati di chi, dopo aver scaricato una versione “Lite” su App Store ne acquista la versione a pagamento e confrontandoli con l’equivalente operazione in ambito jailbreak con applicazioni pirata i numeri non confermano la teoria.
In media il tasso di conversione di chi scarica una versione Lite su App Store rispetto a chi poi ne acquista la versione a pagamento è del 7,4%: ovvero 1 persona su 14 prosegue nell’acquisto dell’applicazione. Se si analizza lo stesso dato per chi ha scaricato una “applicazione craccata” si vede che la percentuale è dello 0,43%: ovvero solo 1 persona su 233 acquista l’applicazione a pagamento dopo aver provato quella pirata.
Le questioni della pirateria su musica, software, video e altro non può essere ridotta ad un semplice Try before Buy. Il Jailbreak non è pirateria, ma probabilmente è un mezzo per favorirla. Se davvero l’esigenza di “provare prima di comprare” è il motivo che rende legittima la pirateria su iPhone e iPod touch allora le versioni Lite delle apps dovrebbero rispondere a questa esigenza.
(IMO) Credo che ad una maggiore diffusione dei dispositivi Apple corrisponda una maggiore diffusione della pirateria delle applicazioni relative. Il prezzo è solo uno dei tanti elementi, ma non l’unico!!






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